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I documentari ai giorni dei social. Le poche regole da rispettare per creare social documentaries

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Ciao! 🎬

Il video, anno dopo anno, sta assumendo sempre più importanza all’interno dei social network. Le bacheche di Facebook, Instagram e Twitter sono invase da questo tipo di contenuti mentre YouTube sta vivendo una seconda giovinezza.


Per i video-maker che si occupano della creazione di contenuti commerciali è diventato fondamentale creare video che siano in linea con i trend del momento. La genuinità è un elemento chiave per raggiungere i consumatori. Come ormai molti anni di social network ci hanno insegnato, le persone sono disposte a rimanere incollate allo schermo quando davanti a loro si compone una storia autentica seppur brandizzata.
A patto che la storia si mostri genuina, possiamo far arrivare i nostri messaggi a un pubblico molto più ampio rispetto a quello raggiungibile fino a qualche anno fa attraverso le sole tv generaliste.

 Proprio per questo molti video-maker dovrebbero rivolgersi al documentario come opera audio-visiva per sfruttare le potenzialità che Zuckerberg & co. hanno messo nelle nostre mani.

Sono due le caratteristiche fondamentali di un buon documentario con finalità social: per funzionare bene deve essere sufficientemente breve e fruibile anche senza volume.

Le persone sono abituate a scrollare continuamente la sezione home delle piattaforme, si annoiano in fretta e per questo dobbiamo catturare la loro attenzione in pochissimi istanti.
Per fare ciò, una durata limitata del nostro progetto aiuta a non demoralizzare l’utente più frettoloso.
Badate bene, brevità non equivale a semplicità. L’abilità di raccontare una storia in modo chiaro e conciso si acquisisce con tempo ed esperienza, c’è bisogno di un’ottima sceneggiatura e molta preparazione in studio ancor prima di effettuare riprese sul campo.
Una durata che non superi i 3-4 minuti è ottima. Su YouTube funzionano molto bene video più lunghi, anche fino a 15 minuti, a patto che il montaggio si estremamente dinamico e la storia sia chiara e accattivante.

La riproduzione automatica dei video (spesso sotto copertura wi-fi) avviene senza l’attivazione del volume da parte dei dispositivi su cui vengono visualizzati. Per questo bisogna prevedere dei sottotitoli o testi in overlay.
 I sottotitoli servono principalmente a catturare gli utenti oltre ad essere d’aiuto per i non udenti nonostante una musica di accompagnamento e un buon voice over rimangano molto più efficaci.

Ad oggi, le principali piattaforme di diffusione sono YouTube, Facebook ed Instagram. Chiunque potrà vedere e scaricare i vostri documentari. Svolgendo un buon lavoro, la visibilità che otterrete ripagherà ogni sforzo.
Per questo è importante raccontare un progetto interessante, una storia appassionante che possa diventare virale e coinvolgere quanto più pubblico possibile. Temi come l’ecologia e il volontariato colpiscono nel profondo il cuore delle persone, ma anche parlando di temi meno impegnati il contenuto del vostro progetto deve essere emozionale.

Oltre ad attecchire efficacemente sul pubblico, la sensibilizzazione dell’utenza su temi sociali è un nobile obiettivo per ogni documentarista.
Spesso le storie più incredibili rimangono nascoste, offuscate dalla frenesia della vita contemporanea. Non bisogna sottovalutare l’impatto che i nostri documentari possono avere sull’opinione pubblica. 

Il potere della narrazione visiva è incredibile, i cortometraggi seminano ogni giorno un cambiamento tangibile e fondamentale e noi documentaristi abbiamo un ruolo chiave in tutto questo.

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